Carlo Ipata

Direzione, Traversiere, Flauto classico, Traversa rinascimentale

Carlo Ipata deve la sua formazione musicale nel campo della musica antica ad esperienze presso il Banff Center for the Fine Arts (Canada), il Conservatorio Reale dell'Aia e il Conservatoire Regional de Region di Parigi, dove si diploma all'unanimité in flauto barocco e musica da camera.

Con gli ensemble Sonatori della Gioiosa MarcaI BarocchistiThe Soloist of Catherine the Great e con l’ensemble AuserMusici, da lui fondato nel 1997, ha suonato in alcuni tra i maggiori festival italiani ed esteri di tutto il mondo.

Ha inciso per le etichette Hyperion, Tactus, Symphonia, Arst, Bongiovanni e Agorà. La recente produzione discografica dedicata ai concerti inediti per flauto di autori napoletani (Jommelli, De Majo e altri) è stata segnalata dalla prestigiosa rivista inglese Gramophone come Editor’s Choice.

Si dedica con passione ad una incessante attività di ricerca nel campo della musica antica che lo ha portato a riproporre all'ascolto del pubblico moderno pagine inedite di autori quali Nardini, Gasparini, Barsanti, Brunelli, Boccherini, Lidarti, Campioni, Jommelli, De Mayo, Geraso, Porpora, V. Manfredini, Della Ciaia.

Alla guida di AuserMusici ha diretto il primo allestimento moderno di Opere quali Le disgrazie d’Amore di Antonio Cesti (Teatro di Pisa) e Gli equivoci nel Sembiante di Alessandro Scarlatti (Opera Barga).

In qualità di direttore del Progetto Tesori Musicali Toscani ha collaborato con la facoltà di Musicologia dell'Università di Cremona, l'Università e la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Società Italiana di Musicologia.

È correlatore del volume Il Flauto in Italia (Istituto Poligrafico dello Stato, 2005 – Curatore C. Paradiso).

Ha tenuto corsi e seminari presso la New York University, il CNR di Angers e presso Conservatori ed Istituti Musicali pareggiati italiani, ed è attualmente titolare della cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio Rossini di Pesaro.

Carlo Ipata suona un flauto costruito da Giovanni Tardino after Charles Bizey (Paris, c1730).

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